Vendere una casa donata: quali sono le criticità e le possibili soluzioni? Gli immobili possono essere oggetto di diversi tipi di transazioni, una di queste è la donazione. Donare un immobile infatti può rappresentare la soluzione a specifiche esigenze economiche ed abitative sia per chi dona che per chi riceve.
Ad esempio è frequente che un genitore decida di donare la casa di sua proprietà ai propri figli o ad uno soltanto di essi. Si tratta di una transazione prevista e regolata dalla legge e deve avvenire di fronte ad un notaio, il quale ha il compito di certificare che il passaggio di proprietà avvenga in modo regolare.
Le cose possono farsi più complicate nel momento in cui il nuovo intestatario decida di vendere una casa donata: in tal caso è indispensabile fare attenzione a numerose e complesse questioni sia sotto il punto di vista fiscale che legale. Per questo è sempre auspicabile affidarsi ai consigli e al supporto di un’agenzia esperta ed affidabile come Imparato Case e al suo team di professionisti.
Questioni fiscali e suggerimenti per ottenere dei vantaggi economici
Il primo aspetto da considerare è relativo alla prima casa: molto spesso l’immobile ricevuto è la prima abitazione dell’intestatario quindi chi decide di vendere una casa donata deve essere consapevole che il nostro ordinamento prevede degli incentivi detti “bonus prima casa” validi sia per le case acquistate che ricevute in donazione. Le agevolazioni per pagare meno tasse sull’immobile si possono ottenere a patto che l’intestatario della casa non possieda altri immobili all’interno dello stesso comune e che non abbia già usufruito dello stesso bonus per altre case situate in Italia. Va tenuto presente che se si è usufruito del bonus prima casa e si decide di vendere una casa donata, sarà obbligatorio aspettare cinque anni: se si intende procedere prima, sarà necessario presentare istanza all’Agenzia delle Entrate per ricalcolare l’ammontare delle imposte.
Vendere una casa donata come superare le difficoltà
Anche se la donazione è prevista e regolamentata dalla legge, gli eredi di chi l’ha effettuata hanno la facoltà di fare una contestazione in merito in sede testamentaria: questo può accadere, ad esempio, se gli eredi legittimari sostengono di non aver ricevuto una quota adeguata dell’eredità. Gli eredi possono quindi esercitare un’azione di riduzione, la quale ha il potere di invalidare la donazione dell’immobile e per poi ripartire il patrimonio in maniera diversa.
Si tratta di un rischio che le banche prendono in considerazione piuttosto seriamente, infatti non è particolarmente facile ottenere un mutuo sulla vendita di immobili ricevuti in donazione proprio perché l’eventualità di una rivalsa economica rischia di mettere a repentaglio le garanzie necessarie alla concessione del mutuo. Per ovviare a questo problema è possibile chiedere agli eredi un’esplicita dichiarazione di rinuncia a qualsiasi tipo di rivendicazione sull’immobile oggetto della donazione. Infine, se il decesso è passato da più di dieci anni e la donazione ha avuto luogo da più di venti anni, non c’è nessun rischio di rivalsa ed è possibile vendere una casa donata liberamente.




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