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Avete sentito parlare di plusvalenza per la vendita di un immobile e volete adesso avere le idee più chiare su quanto potrebbe essere la tassazione applicata dal Fisco? C’è da dire che quando si parla di plusvalenza gli aspetti da tenere in considerazione sono veramente numerosi e vale la pena considerarli tutti per avere un quadro completo.

Anche perché la plusvalenza per la vendita di un immobile non è sempre tassata, ci sono casi in cui il Fisco non applica alcuna percentuale. Se dovete vendere un immobile, quindi, il consiglio è quello di informarvi molto bene per capire se dovrete pagare le tasse sulla eventuale plusvalenza oppure no. Solo così non andrete incontro a brutte sorprese e vi muoverete secondo le regole,

Plusvalenza vendita immobile: quanto è tassata

A oggi, rispetto al valore di acquisizione di un immobile, si parla di un’aliquota massima del 26% da poter applicare alla eventuale plusvalenza. Ecco un esempio pratico per farvi capire ancora meglio. Avete acquistato una casa per 100mila euro e siete riusciti a rivenderla a 150mila. La plusvalenza in questo caso è di 50mila euro ovvero la differenza tra il valore della casa quando l’avete acquistata e al momento in cui invece l’avete rivenduta. Su quei 50mila euro il Fisco applicherà la tassazione che potrà variare da caso a caso. Non potrà però essere superiore al 26%, come previsto dalla Legge (il 2019 ha segnato un aumento della percentuale).

Quando viene tassata la plusvalenza vendita immobile

Ci sono casi in cui la plusvalenza viene tassata e casi in cui la tassazione non è invece prevista. La tassazione per esempio non è prevista nelle seguenti situazioni:

  • se il bene immobile è stato acquisito tramite successione e poi rimesso sul mercato immobiliare e rivenduto
  • se l’immobile è stato usato dal venditore come abitazione principale per se stesso o in alternativa per un membro della sua famiglia

La tassazione è prevista invece nei seguenti casi:

  • se si acquista un immobile e lo si rivende a prezzo maggiorato entro 5 anni
  • se si acquista un immobile con l’agevolazione della prima casa e per la maggior parte del tempo che intercorre tra l’acquisto e la vendita dell’immobile stesso non si usa la struttura come abitazione principale

La plusvalenza in dichiarazione dei redditi: cosa sapere

Nel caso in cui sia obbligato a pagare la plusvalenza da una vendita di immobile, il contribuente può calcolare la plusvalenza e inserire la stessa sotto la voce “altri redditi” della dichiarazione dei redditi. Quindi potrà pagare la relativa aliquota Irpef di riferimento. C’è però un’alternativa a questa modalità. Il venditore di immobile chiamato a pagare le tasse sulla plusvalenza potrà chiedere in sede di rogito di applicare un’imposta sostitutiva del 20%. L’imposta andrà pagata contestualmente al rogito. In questo caso sarà il notaio, una volta che l’atto sarà registrato in via telematica, a occuparsi del pagamento.

Insomma il tema della plusvalenza per la vendita di un immobile è piuttosto delicato, affidatevi a un esperto che sarà in grado di chiarire ogni vostro eventuale dubbio.

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