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L’ecobonus facciate garantisce la possibilità di realizzare lavori agevolati o optare per la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione o per lo sconto in fattura per i lavori iniziati dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. La possibilità di cedere il credito, dunque, è garantita anche in caso di lavori cominciati prima del Decreto Rilancio. Un’ottima possibilità da sfruttare, dunque, per ultimare i lavori di ristrutturazione della facciata usufruendo dell’ecobonus (che si può estendere a tanti altri tipi di lavoro).

Ecobonus facciate, tutto quello che c’è da sapere

Occorre però fare attenzione perché, per sfruttare al meglio questo ultimo incentivo previsto dallo Stato, bisogna rispettare una serie di canoni ben precisi pena l’esclusione dei lavori. L’Agenzia delle Entrate, al fine di fare chiarezza su un argomento piuttosto complicato, è intervenuta con una circolare ufficiale. L’obiettivo? Illustrare quelle che sono ad oggi le possibilità da utilizzare per chi ha diritto al bonus facciate e che può scegliere di optare per:

  • lo sconto in fattura sul corrispettivo dovuto
  • la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione a fornitori, altri soggetti, banche e istituti di credito
  • la detrazione 90% Irpef o Ires in dieci anni

Si tratta di 3 opzioni che consentono comunque di risparmiare o comunque vedersi rimborsate parte delle spese sostenute per il rifacimento della facciata. Va tenuto presente che queste possibilità si applicano a lavori realizzati solamente nel 2020 e nel 2021. Non rientrano quelli degli anni precedenti (anche in caso di lavori ancora in corso).

Le novità del Decreto Rilancio

Il Decreto Rilancio ha cambiato la normativa sull’ecobonus facciate. Prima infatti non vi era la possibilità di sfruttare la cessione del credito e lo sconto in fattura. Intervenendo con nuovi incentivi per andare incontro agli italiani e allo stesso tempo rivitalizzare il mercato edilizio, il Governo ha invece poi inserito le due possibilità prima menzionate per coloro che volessero effettuare lavori di miglioramento del decoro architettonico. Il bonus facciate prevedeva prima un’aliquota del 90% e nessun tetto di spesa ed era già abbastanza vantaggioso. Oggi, con le novità introdotte dal Governo, lo è ancora di più.

Nonostante il Decreto Rilancio sia entrato in vigore a maggio del 2020, quindi dopo pochi mesi dall’inizio della pandemia, a beneficiare dell’ecobonus facciate saranno anche coloro che hanno avviato i lavori nei mesi antecedenti a maggio (basta che siano riferibili all’anno 2020).

Bonus facciate utilizzabile per edifici non visibili?

Una delle caratteristiche imprescindibili del bonus facciate è che questo deve riguardare lavori che siano in qualche modo visibili dalla strada. Come specifica l’Agenzia delle Entrate, “l’agevolazione è delimitata, quindi, al restauro e al recupero dell’involucro esterno visibile degli edifici e, quindi, della parte anteriore, frontale e principale degli immobili ristrutturati“. Questa agevolazione insomma non può quindi essere estesa a lavori di rifacimento di “superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico, nonché le spese sostenute per la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli“.

Al netto di alcune limitazioni fissate dall’Agenzia delle Entrate, l’ecobonus facciate resta comunque un’ottima possibilità per risparmiare.