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Le questioni legate ad un’eredità sono sempre piuttosto farraginose a livello burocratico, infatti i cavilli legali e i particolari a cui prestare attenzione sono davvero tanti e spesso di difficile comprensione senza la consulenza di esperti del settore in grado di fare da guida evitando spiacevoli sorprese. Un caso particolare è quello che riguarda la comunione ereditaria dei beni: in pratica questa condizione si ha quando la titolarità dei beni inclusi nel lascito testamentario è condivisa da più parti; nel caso in cui la titolarità faccia riferimento alla comproprietà di uno o più immobili, sarà necessario decidere come procedere. Qualora gli eredi coinvolti siano tutti d’accordo nella decisione di vendere l’immobile, la questione potrà essere risolta senza grandi problemi dividendo il ricavato tra i comproprietari che saranno quindi liberi dal vincolo della comunione oppure vendendo le quote ad uno solo di questi; se invece, anche soltanto uno dei comproprietari non sarà d’accordo con gli altri, allora sarà necessario sciogliere la comunione. In entrambi i casi, l’assistenza e la consulenza di un’agenzia immobiliare estremamente preparata e professionale come Imparato Case potrà essere decisiva affinché la questione venga risolta nel migliore dei modi per le parti coinvolte. 

Le procedure per sciogliere la comunione ereditaria dei beni

Lo scioglimento della comunione ereditaria dei beni può essere chiesta in qualsiasi momento anche da uno soltanto dei coeredi coinvolti; le procedure per ottenerla sono sostanzialmente tre:

  • divisione testamentaria: colui che ha lasciato il testamento stabilisce i criteri per la ripartizione dei beni tra i diversi eredi rispettando però determinate regole stabilite dalla legge tenendo conto delle quote riservate ai legittimari (parenti più stretti) e agli eredi legittimi. Ci sono delle disposizioni che il testamentario deve obbligatoriamente rispettare (pena nullità, annullabilità o rescindibilità dell’atto stesso) come la divisione proporzionale delle singole quote e il valore dei beni assegnati
  • divisione volontaria o contrattuale: in mancanza di disposizioni testamentarie che indichino qualcosa di diverso, le parti interessate possono decidere per la divisione della comunione in modo consensuale evitando l’intervento di un giudice
  • divisione giudiziale: nel caso in cui i coeredi non siano d’accordo per quanto riguarda la divisione dei beni, si dovrà procedere con un tentativo di mediazione obbligatoria. Le parti, quindi, ricorreranno all’intervento di un’autorità giudiziaria per far sì che il conflitto venga risolto attraverso una divisione equa stabilita da un soggetto imparziale

Progetto di divisione: le complicazioni per i beni non facilmente divisibili

Quando l’oggetto della divisione ereditaria è un immobile, la questione si fa più complessa perché si tratta di un bene non facilmente divisibile. Occorre dunque fare alcune valutazioni e bisogna procedere affinché vengano riequilibrate eventuali diseguaglianze presenti tra i coeredi, inoltre per i beni immobili è sempre necessaria la forma scritta con successiva trascrizione dell’atto in modo che l’attribuzione sia incontestabile. Questo non avviene per gli altri beni mobili, che non necessitano obbligatoriamente della forma scritta. Nel caso degli immobili, la soluzione più semplice e spesso in grado di soddisfare tutti è la vendita del bene con la successiva ripartizione del ricavato.

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