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Mutuo singolo ma casa cointestata: un binomio da capire e valutare con attenzione per non incappare in situazioni spesso sgradevoli. L’acquisto di un immobile rappresenta sempre un passo significativo, che comporta molteplici scelte non soltanto dal punto di vista strettamente economico ma anche dal punto di vista burocratico, legale e pratico.

Tra gli aspetti da valutare c’è senza dubbio il mutuo da accendere e tutto ciò che ne comporta, compreso a chi intestarlo nel caso – estremamente frequente – in cui la proprietà della casa venga condivisa da due persone, come può succedere per una coppia, per un genitore e un figlio o dei fratelli. Anche quando la casa è cointestata, c’è comunque la possibilità di ottenere un mutuo singolo. Vediamo in modo più specifico di cosa si tratta.

Dinamiche del mutuo singolo in caso di coppia cointestataria di casa

In larga parte, a chiedere un mutuo per una casa intestata a due persone sono delle coppie e a fare la differenza sono diversi aspetti tra cui anche il fatto di essere sposati oppure no. Quando si accende un mutuo per la prima casa, lo Stato concede degli sgravi fiscali al fine di sostenere colui o colei che si addossa questo impegno economico piuttosto gravoso e a lungo termine: il regime tributario di vantaggio – nel caso del mutuo singolo – andrà ovviamente a beneficio del solo titolare del mutuo escludendo quindi il secondo intestatario della casa.

In base alle normative vigenti, è possibile detrarre dalle imposte gli interessi passivi del mutuo. Andando più nel dettaglio, si può detrarre il 19% fino ad un massimo di € 4.000 e – visto che stiamo parlando di un mutuo singolo – la detrazione potrà essere effettuata considerando l’intero importo e non soltanto la quota di proprietà dell’immobile.

Il secondo intestatario, colui che è co-proprietario della casa, ma non del mutuo, non può usufruire delle agevolazioni fiscali sul mutuo e deve comparire come garante minimo, ovvero sarà tenuto a versare le rate nel caso di insolvenza da parte dell’intestatario. 

Cosa succede in caso di insolvenza e/o separazione

Visto che l’intestatario del mutuo è uno soltanto uno, verrebbe da pensare che la banca intenda iscrivere l’ipoteca soltanto sulla sua quota dell’immobile. In realtà, e diversamente da quanto succedeva in passato, l’ipoteca viene iscritta sull’intero immobile. Questa prassi viene adottata per evitare difficoltà ed inevitabili problemi che scaturirebbero in caso di insolvenza. L’ipoteca deve infatti coprire tutto l’immobile perché altrimenti non sarebbe possibile richiedere un mutuo all’80% su un immobile di cui si possiede soltanto il 50%.

E in caso di separazione? Vediamo le possibili conseguenze. Cointestare la casa ma non il mutuo può senz’altro portare dei benefici. Può anche però comportare qualche rischio e qualche complicazione soprattutto nel caso in cui i due intestatari siano due coniugi che decidono di separarsi. Sicuramente all’inizio di una vita insieme, non è piacevole pensare che le cose possano andare nel verso sbagliato. E’ sempre bene però tutelarsi per evitare spiacevoli inconvenienti.

Una volta che il mutuo è stato completamente pagato, infatti, l’intera proprietà non passa automaticamente al singolo titolare del mutuo. Per ottenere questo status, sarebbe necessario che l’altro coniuge cedesse o vendesse la sua quota. Allo stesso modo, in caso di vendita dell’immobile, l’importo dovrebbe essere diviso in base alla quota dei due cointestatari. Insomma la parte legata a mutuo e casa cointestata è sempre un capitolo delicato. Chiedere aiuto a un professionista farà la differenza.

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