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L’Ecobonus 110% sulle seconde case è una concreta possibilità da sfruttare in caso di lavori di ristrutturazione edilizia, efficientamento energetico e miglioramento antisismico che rientrano in questo speciale bonus. Occorre però fare alcune precisazioni visto che questo prezioso incentivo, che consente di risparmiare, non è valido per tutte le categorie catastali. Quando allora si può sfruttare? E quali sono i casi in cui l’Ecobonus 110% non è invece valido sulle seconde case? Cerchiamo di fare chiarezza sulla questione perché la normativa al riguardo non è semplice e invece, per capire quando davvero poter sfruttare l’Ecobonus, è necessario trovarsi di fronte a un quadro ben delineato.

Ecobonus 110% seconde case: un’opportunità da sfruttare

Per le seconde case sono escluse dall’ambito di applicazione dell’Ecobonus 110%:

  • A/1: abitazioni di tipo signorile
  • A/8: abitazioni in ville
  • A/9: castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici

Insomma, alle seconde case si applicano le medesime regole e limitazioni delle prime case. L’Ecobonus 110% resta dunque un’opportunità importante per tutti coloro che vogliono rimodernare casa puntando ad alcune migliorie che sono contemplate proprio da questo incentivo fissato dal Governo durante la pandemia per aiutare in qualche modo la ripresa del settore dell’edilizia e sostenere gli italiani con una misura concreta.

Ecobonus 110% seconde case: novità e regole

La Legge di Bilancio 2021, fissando la possibilità di sfruttare l’Ecobonus 110% anche per le seconde case, ha specificato anche alcuni punti importanti. Per esempio, l’eliminazione di barriere architettoniche diventa un intervento trainante che può “portarsi dietro” altri piccoli interventi di ristrutturazione. Sono state poi fissate alcune proroghe. In generale, il Superbonus 110%, concesso per determinati lavori di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico, sarà utilizzabile fino al 30 giugno 2022 (sono stati concessi sei mesi in più rispetto a quella che era la data iniziale fissata dal Governo).

Per i condomini invece la data di scadenza è quella del 31 dicembre 2022, a patto di aver effettuato entro il 30 giugno 2022 il 60% dei lavori. Per gli IACP fino al 30 giugno 2023, a patto di aver effettuato entro dicembre 2022 il 60% dei lavori. La proroga dei tempi da dedicare allo sfruttamento dell’Ecobonus 110% rappresenta la novità più importante.

Ma oltre alla proroga la manovra ha cambiato la ripartizione in quote della detrazione al 110%. In cinque quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 (per IACP fino al 30 giugno 2022); dal 2022 in quattro quote annuali (per IACP da luglio 2022). Insomma la possibilità di sfruttare l’Ecobonus 110% anche per le seconde case è concreta. Se avete quindi intenzione di apportare alla vostra seconda abitazione alcune modifiche e migliorie, il periodo è dei migliori per farlo. Avrete infatti la possibilità di vedervi rimborsate le spese sostenute per i lavori e riqualificare casa aumentandone anche il valore, aspetto questo da non sottovalutare nel caso in cui un domani voleste rivendere l’immobile.

Un immobile “nuovo”, che punti tutti sulla riqualificazione energetica, ha sicuramente un valore più alto. L’Ecobonus 110% è dunque assolutamente una carta da giocare da qui a un anno, quando poi non sarà più possibile avviare i lavori perché troppo vicini alla scadenza.