Eredità indivisa: come gestire un bene immobile in comune? Quando si parla di eredità indivisa si ha a che fare con una comunione ereditaria: in pratica si tratta di ereditare un bene in comune con altri soggetti, i quali restano comproprietari a patto che non decidano di sciogliere questa comunione. Nel caso in cui tutti i soggetti coinvolti siano d’accordo nello sciogliere l’eredità indivisa non sussistono particolari problemi, ma se non tutti sono del solito avviso allora le complicazioni possono essere numerose; in ogni caso la consulenza di esperti del settore affidabili come i professionisti di Imparato Case è sempre la scelta più sicura per affrontare certi percorsi burocratici così spinosi.
I beni mobili non costituiscono un problema di particolare complessità, mentre per quanto riguarda gli immobili la questione diventa più articolata; affinché siano divisibili senza essere svalutati esistono tre strade percorribili: il coerede con la quota maggiore ha dei privilegi, il bene resta in comproprietà, il bene viene venduto in modo che i coeredi possano dividersi il ricavato.
Scioglimento della comunione ereditaria
Quali sono le possibili soluzioni per divedere un bene immobile? Quando si ha a che fare con un’eredità indivisa, ogni erede ha la facoltà di chiedere lo scioglimento in qualsiasi momento. La divisione può essere di tre tipi:
- Testamentaria: il testatore, nel rispetto di alcuni limiti imposti dalla legge, stabilisce in base a quali criteri ripartire i beni tra gli eredi. È obbligatorio rispettare le norme che garantiscono le quote spettanti ai legittimari e agli eredi legittimi, pena la nullità, l’annullabilità o la rescindibilità.
- Volontaria o contrattuale: in assenza di particolari indicazioni, le parti interessate hanno la facoltà di dividere la comunione in modo consensuale. Ad esempio è possibile procedere con una permuta delle quote ereditarie attraverso la quale i coeredi si scambiano le quote di un immobile con quelle di un altro immobile in modo da diventarne unico proprietario e porre così fine ad un’eredità indivisa.
- Divisione giudiziale: se gli eredi non si trovano d’accordo, sarà necessario l’intervento di un’autorità giudiziaria che possa stabilire una divisione equa in modo imparziale. Ad occuparsi di questa divisione dovrà essere l’autorità competente, ovvero il Giudice Civile del luogo in cui è stata aperta la procedura di successione.
Usucapione: possibilità di divisione di un immobile tra più eredi
Esiste anche un caso particolare per poter sciogliere un’eredità indivisa, ovvero l’usucapione: si tratta di un modo di acquisto attraverso cui un soggetto che utilizza un bene e si comporta come se ne fosse il legittimo proprietario per venti anni ne diventa proprietario di diritto. L’usucapione è valida a patto che il possesso sia avvenuto in maniera manifesta e non violenta, inoltre è necessario che il titolare del bene sia consapevole della situazione e non decida di rivendicare il possesso dell’immobile in questione. Nel caso di un’eredità indivisa, l’usucapione è possibile se uno solo dei proprietari si sia occupato del pagamento delle imposte o della manutenzione del bene; l’usucapione resta realizzabile anche quando gli altri coeredi non sono stati inclusi nel godimento del bene.




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