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Quando cerchiamo casa o ci prepariamo a venderla, ci imbattiamo in una valanga di numeri, sigle e termini tecnici. Ma tra tutti, ce n’è uno che pesa più degli altri: i metri quadri. Sì, ma quali? Quelli lordi? Quelli netti? Quelli che contano davvero?

La risposta sta tutta in una definizione spesso poco conosciuta ma fondamentale: la superficie utile abitabile. È quella misura concreta che dice, senza fronzoli, quanto spazio vivibile abbiamo davvero. È la differenza tra il “sembra grande” e il “è davvero grande”. In questo articolo approfondiremo il concetto relativo alla superficie utile abitabile, per capire cosa sia davvero e qual è il calcolo da fare per ottenere questo valore così importante.

Il significato di superficie utile abitabile

La superficie utile abitabile, spesso indicata con la sigla SUA, è semplicemente lo spazio di casa che viviamo ogni giorno. È la parte davvero utilizzabile dell’abitazione, quella dove camminiamo, cuciniamo, dormiamo e trascorriamo il nostro tempo: le stanze, il soggiorno, la cucina, i bagni, i corridoi e anche i ripostigli. Se ci sono, si considerano anche le scale interne e i sottotetti abitabili. In pratica, è la misura concreta di quanto spazio abbiamo davvero a disposizione per vivere comodamente. A differenza della superficie lorda, che comprende tutto (anche i muri esterni, i pilastri o le parti non accessibili), la superficie utile abitabile guarda alla sostanza: quanta parte della casa possiamo effettivamente usare?

La definizione ufficiale è contenuta in una normativa pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 gennaio 2014. Secondo questo testo, non vanno incluse nel calcolo della SUA:

  • le murature e i pilastri
  • gli spazi occupati da infissi, porte e finestre
  • balconi, terrazze, portici, verande
  • garage, cantine, soffitte non abitabili
  • tettoie, intercapedini e volumi tecnici
  • le porzioni di locali con altezza interna netta inferiore a 1,80 metri

Questa distinzione è fondamentale perché ci aiuta a capire realmente quanto spazio abbiamo a disposizione per vivere. Non è solo un dettaglio tecnico: è un’informazione che può fare la differenza, ad esempio, nel confronto tra due case con la stessa metratura lorda, ma con una diversa distribuzione e quantità di superficie utile abitabile.

Come si calcola la superficie utile abitabile

Arriviamo ora alla parte pratica: il calcolo. Misurare la superficie utile abitabile non è semplicemente prendere un metro e iniziare a segnare pareti. Serve precisione, conoscenza tecnica e il rispetto delle normative locali.

Il procedimento prevede di misurare l’area calpestabile interna di ogni stanza destinata ad uso abitativo, escludendo tutto ciò che non rientra nei criteri visti sopra. Ogni ambiente viene misurato singolarmente, poi si sommano i valori ottenuti per ottenere il totale.

Anche se esistono strumenti digitali per stimare la superficie, va specificato che l’intervento di un professionista come un architetto o un geometra si rivela davvero prezioso per ottenere con certezza il calcolo della SUA. Inoltre, affidarsi a un professionista garantisce anche che tutto sia conforme alle normative vigenti, soprattutto in caso di pratiche edilizie o compravendite.

Sapere quanto spazio abitabile ha una casa non è solo una questione di numeri ma è anche un dato fondamentale per determinare il valore economico dell’immobile, per calcolare tasse o per affrontare eventuali controversie legali.

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