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L’annullamento della proposta di acquisto di un immobile è una possibilità da prendere in considerazione quando, per i più svariati motivi, si cambia idea su quelle che erano le intenzioni iniziali di comprare casa (o di venderla). Per capire meglio questo delicato argomento, è utile ricordare che cosa sia una proposta di acquisto di un immobile e quali impegni contempli per chi l’avanza. 

Cos’è una proposta d’acquisto

Partiamo allora con il ricordare che cosa sia una proposta d’acquisto. Altro non è che un impegno formale attraverso cui l’acquirente presenta una proposta, appunto, per l’acquisto di un immobile; trascorsi 7-15 giorni, generalmente il tempo che serve perché venga accettata, la proposta stessa si trasforma in un vero e proprio contratto dal quale scaturiranno poi specifici obblighi (vi rimandiamo a questo approfondimento per sapere di più sulla proposta di acquisto). La proposta d’acquisto viene sempre accompagnata da una somma di denaro che, in caso di accettazione da parte del venditore, si trasforma in una sorta di caparra.

Annullamento proposta di acquisto immobile: possibile?

Si, perché è la Legge italiana a consentirlo, specificando modalità, cause e penali che dipenderanno dalla fase in cui si trova la trattativa nel momento in cui il potenziale acquirente decide di tornare sui suoi passi o il potenziale venditore decide di non volere più vendere.

Abbiamo anticipato che quando un acquirente è interessato a un determinato immobile fa la cosiddetta proposta di acquisto e consegna un assegno come caparra all’intermediario. La proposta di acquisto deve riportare anche la data entro cui colui che riceve la proposta deve accettarla o meno (generalmente si parla di due settimane, non di più). L’art. 1328 C.C. afferma che “la proposta di acquisto può essere revocata finché il contratto non sia concluso”, ovvero fino all’accettazione dell’altra parte. Significa dunque che se il potenziale acquirente cambia idea entro i 14 giorni, il recesso non prevede penali e quindi tutto svanisce in un niente di fatto. Ma quando l’accettazione da parte del venditore è avvenuta che cosa cambia in caso di annullamento della proposta di acquisto? Qui le cose cambiano perché cambiano le variabili che entrano in gioco. Il compratore può certamente recedere dalla proposta, ma ai sensi dell’art. 1385 del C.C. il venditore avrà diritto a trattenere la caparra.

Questo perché la proposta di acquisto è a tutti gli effetti un impegno legale tra due parti che devono quindi rispettare gli accordi presi; se una delle due parti cambia idea, ci sono quindi delle penali a cui fare fronte. Proprio perché è un impegno legale a tutti gli effetti, la proposta di acquisto deve essere redatta in forma scritta, preferibilmente presso un notaio, e deve contenere tutti i dati relativi all’accordo e ovviamente all’immobile. Il documento prevede anche le penali in caso di mancato adempimento, parziale o totale da parte di una delle parti, per cui acquirente e venditore devono essere informati su quello che potrebbero andare a perdere nel caso cambiassero idea. 

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